La mia pittura
vuole essere uno strumento di conoscenza. Un metodo per osservare
interpretare e produrre realtà. Perseguendo questi obiettivi ho lavorato
per anni in modo caotico cercando di riunire esperienze complementari in
una pittura agile, giovane, veloce.
-Generalmente descrivo lo spazio come modulazione cromatica o in
altri termini, come risultato dell'orchestrazione di tonalità e sagome
trattando le macchie come tasselli musicali al servizio della sinfonia
pittorica: di questo procedimento trovate tracce nei paesaggi e nei
ritratti. Mi commuove produrre uno spazio che risulti dall'esatta
interpretazione delle tonalità e da un sacrificio del dettaglio a favore
dell'insieme. Per questo posso affermare di cercare valori astratti,
compattezza formale piuttosto che fedeltà ottica.
-Sebbene queste premesse indicassero una volontà precisa,una direzione
univoca, un ramo della
mia pittura è fiorito senza che potessi controllarne la crescita...
malgrado le mie intenzioni, cercando di essere "vero" ho prodotto una
serie di opere di gusto simbolista-allegorico ... spesso si tratta di
pittura mnemonica. Eseguita a memoria, senza guardare soggetto
alcuno...pittura apocalittica, così mi piace definirla,soggetti svuotati
della loro psicologia ,paesaggi desertificati,terrosi ,frammentati. Di questa serie
fanno parte i quadri in blu di qualche anno fa, le figure indolenti ocra
e rosse degli ultimi tempi e quasi tutte le opere in cui la deformazione
del disegno e il colore ipertrofico sono preponderanti. Sono opere che raccontano
stati d'animo con il colore, intuizioni rappresentative del"cromatismo" del
mondo di oggi, ma potete anche considerarli semplici esperimenti della cucina
del pittore .
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